Francesca Ursini

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  • UE - Direttiva e-Privacy

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La NSA è in grado di aggirare qualsivoglia algoritmo di decrittazione, o quasi: parola di New York Times, Guardian e ProPublica.

La NSA è in grado di andare oltre qualsiasi crittografia, riuscendo così ad avere accesso formalmente a qualsiasi messaggio sia in grado di intercettare. Non c’è segreto, insomma, nemmeno laddove l’utente potrebbe a buona ragione pensare di essere al riparo da sguardi indiscreti: la NSA (per ragion di Stato o meno) è in grado di aprire qualsivoglia lucchetto (o quasi). È questo quel che trapela da alcuni documenti a disposizione di Edward Snowden, la talpa che ha scatenato il Datagate. Ed è questo quel che hanno raccontato in queste ore New York Times, ProPublica e The Guardian.

Secondo quanto emerso, insomma, la NSA si sarebbe garantita negli anni un arsenale digitale in grado di superare qualsivoglia barriera, entrando in vari modi all’interno di qualsiasi messaggio crittato per svelarne i contenuti con modalità più o meno lecite. Fermo restando i limiti della legge circa le intercettazioni, insomma, la NSA si sarebbe comunque procurata backdoor verso i più comuni sistemi di messaggistica e social networking, potendo così potenzialmente metter mano a qualsivoglia informazione. E di fronte a cotanto potere non sembrano esserci norma, codice o etica che possano reggere.

Gli Stati Uniti hanno più volte affermato come tali disposizioni si rendano necessarie per la battaglia contro il terrorismo, ma se tre grandi firme dell’informazione USA e del Regno Unito si coalizzano per far chiarezza, significa che ha fatto breccia il terrore per cui il Grande Fratello della NSA possa diventare davvero lo strumento totalizzante in grado di spiare qualsiasi cittadino all’interno della propria vita privata.

New York Times: la NSA avrebbe intrapreso politiche estremamente aggressive per garantirsi spiragli all’interno degli algoritmi di crittografia, sfruttando in parte anche la compiacenza di aziende del settore. La legge garantirebbe inoltre all’agenzia di trattenere le informazioni sufficientemente a lungo per tentare di decrittarle quando protette. Di fatto si apre un orizzonte nuovo e l’informazione ha il dovere di far chiarezza per ridefinire i concetti di sicurezza e di privacy: il Panopticon esiste ed ha un nome.

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Fabrizio Immorlano